Benvenuto al Museo Internazionale di Tarocchi

 

Museo dei Tarocchi: la storia

C'è un posto speciale in Italia, su un'antica via di transito medievale tra Pistoia e Bologna, nel piccolo borgo di Riola, che è diventato un importante centro di riferimento culturale per tutti gli amanti dei Tarocchi nel mondo. In questo piccolo paese di montagna, durante l'estate 2007, nel Solstizio d'estate, è nato il Museo Internazionale dei Tarocchi, grazie all'iniziativa, dedizione e determinazione di due grandi studiosi che hanno collaborato dal 1994: Morena Poltronieri ed Ernesto Fazioli. Questi due ricercatori hanno scritto più di quaranta libri di storia, filosofie antiche, antropologia, ruolo della divinazione in epoche diverse, arte ermetica e cultura, e infine hanno fondato una casa editrice specializzata. Da ciò è nato il desiderio di una sede stabile per ospitare opere d'arte e mazzi di Tarocchi da tutto il mondo.

Il luogo scelto è un imponente edificio storico in sasso del XVII secolo, restaurato in modo da diventare il primo museo al mondo dedicato ai Tarocchi come forma d'arte. Qui sono ospitate le opere originali di grandi artisti che hanno affrontato i temi dei Tarocchi: Renato Guttuso, Franco Gentilini, Enrico Baj, Hermann Haindl, Osvaldo Menegazzi, Arnell Ando, Renato Meneghetti, Andrea Picini, Jacob Kunstmann, Catia Plate, Will Parfitt, Rachel Pollack, Robert Place e molti altri, creando una collezione internazionale unica. Ci sono anche raccolte di mazzi da tutto il mondo: dall'India del XVII secolo, dall'Africa in legno, dalla Nuova Zelanda, Stati Uniti, mazzi sia storici che contemporanei.

La grande varietà di opere e oggetti, stili e metodi artistici presenti nelle sale non può che stupire: collage, scultura, pittura, grafica, foto, video, resoconti di esibizioni estemporanee e persino musica, tutte tecniche utilizzate per esprimere e celebrare gli archetipi dei Tarocchi. Non mancano libri antichi e pubblicazioni editoriali della casa editrice Mutus Liber: un ricco catalogo di libri tematici e Tarocchi d'arte in edizione limitata e con le firme originali degli artisti, spesso impreziositi da interventi eseguiti a mano.

Il Museo organizza spesso eventi culturali, festival dei Tarocchi, mostre e visite guidate, in una sorta di foresta di simboli che affascina e stimola le emozioni con la sua particolare atmosfera.

In effetti il Museo non è molto grande, ma si ha la sensazione di perdersi in esso, come in un bosco incantato, tale è la quantità e la qualità delle opere in mostra. Nelle vicinanze crescono foreste di montagna, luoghi che furono sacri agli Etruschi e ai Celti, e che furono meta di pellegrinaggi nel Medioevo. Non lontano da qui, nelle corti rinascimentali dei signori di Bologna, Firenze, Ferrara e Milano, seicento anni fa, nacque la cultura dei Tarocchi. E proprio qui, oggi i Tarocchi finalmente ritrovano il loro posto culturale, artistico, iconografico, narrativo, storico e antropologico.

Nel suo insieme il Museo si pone come un ponte filosofico tra l’arte iniziatica ed esoterica del mondo medievale e rinascimentale, e quella della cultura moderna e del nostro tempo.

Accanto ai Tarocchi classici da ammirare (pittura, grafica, scultura, video, performance), ce ne sono altri per i quali la vista non è necessaria: Arcani da gustare e assaporare, Arcani da toccare e riconoscere al tatto, Arcani da annusare e anche Arcani da ascoltare, nel primo mazzo musicale realizzato nel mondo, Le Voci degli Arcani, composto da Giovanni Pelosini e interpretato da Giovanni Imparato.

Il Museo vanta una banca dati per la conservazione del patrimonio storico e culturale, una biblioteca di oltre duemila volumi, un bookshop con i libri e mazzi della casa editrice. Propone seminari, convegni, laboratori tematici per bambini e adulti.

L'universo dei Tarocchi e dei suoi simboli è stato troppo a lungo relegato al ghetto della divinazione mediatica e popolare, perdendo significato e credibilità nella massima esternazione dei suoi meno nobili aspetti. Nel XXI secolo il Museo dei Tarocchi recupera, con autorevolezza e spessore culturale, tutta la dignità meritata da secoli della storia che vede i Tarocchi nascere in Italia.

Tutto questo è stato realizzato grazie anche ad una rete di corrispondenti internazionali: Swati Prakash (India), Arnell Ando (USA), Fern Mercier (Nuova Zelanda), Giovanni Pelosini (Europa).

 Testo a cura di Giovanni Pelosini